LUOGHI DEL DIALOGO

Progetto di educazione e formazione basato sulla Comunicazione Nonviolenta in ambito penitenziario

Premessa

In Italia, il sistema penitenziario si basa sulla legge n. 354 del 26 luglio 1975, l’Ordinamento Penitenziario e sul relativo Regolamento di Esecuzione, D.P.R. 431/1976, modificato col D.P.R. 230/2000. La Costituzione italiana stabilisce che il carcere ha il compito di rieducare e riabilitare, evidenziando i principi di umanizzazione delle pene. Il fine della detenzione è quello di consentire al detenuto di acquisire strumenti per affrontare i problemi esistenziali e la responsabilità di occuparsi di se stesso e dei suoi cari, prendendo parte alla vita della comunità.

Una delle problematiche più diffuse nell’ambiente detentivo, è la reiterazione di condotte aggressive e violente, spesso prodotte da certi modelli comunicativi che sono stati appresi nel corso della vita. È possibile intervenire attraverso una adeguata formazione e ri-educazione ad un nuovo linguaggio comunicativo non violento ed empatico, alla base del quale c’è una piena consapevolezza e responsabilità verso se stessi, i propri bisogni ed il modo in cui si sceglie di soddisfarli. Tale approccio permette di sviluppare capacità di ascolto empatico verso gli altri, oltre a nuove competenze nell’esprimere i propri bisogni, le proprie frustrazioni e rabbia, con modalità che stimolano il dialogo e non il conflitto.

Approfondimenti

MINDFULNESS (CONSAPEVOLEZZA)
È una pratica di consapevolezza, di provata efficacia scientifica, in cui si pone attenzione intenzionalmente, momento per momento e in modo non giudicante, all’esperienza che si sta vivendo. Le tecniche sono basate principalmente sul respiro ed aiutano a: sviluppare una maggiore consapevolezza di se stessi, migliorare il livello di attenzione, concentrazione e presenza mentale, migliorare la gestione e l’autoregolazione delle emozioni, ridurre lo stress e l’ansia, migliorare il livello di cooperazione di gruppo. L’insegnamento della Mindfulness supporta la pratica della Comunicazione Nonviolenta, aumentando la consapevolezza, la capacità di osservare se stessi, la possibilità di trasformare le proprie reazioni in azioni consapevoli.

COMUNICAZIONE NONVIOLENTA CNV
Fondata da Marshall Rosenberg negli anni ’60, la CNV è oggi praticata in tutto il mondo come strumento per trasformare i conflitti in occasioni di comprensione reciproca. Essa permette di riconoscere i nostri sentimenti ed emozioni, di identificare e abbracciare ciò che anima le nostre scelte e le scelte degli altri, di riconoscere e trasformare i nostri pensieri e giudizi e ascoltare noi stessi e gli altri con empatia. È un nuovo modo di comunicare che ci permette di connetterci autenticamente a noi stessi e agli altri. La CNV è diffusa a livello internazionale in vari contesti quali il sistema educativo, il carcere, le organizzazioni e nel campo della risoluzione dei conflitti e mediazione.

Dagli anni ‘90, la Comunicazione Nonviolenta e la Mindfulness sono state utilizzate negli istituti penitenziari negli USA e successivamente in Europa. Diverse ricerche scientifiche hanno comprovato l’efficacia di questi programmi, in particolare uno studio pubblicato nel 2014 ed effettuato nella Monroe Prison Complex di Washington, ha dimostrato un miglioramento nella gestione della rabbia, nelle abilità sociali e nella consapevolezza, oltre che una riduzione nelle percentuali di recidive (Suarez, Alejandra, et al. “Freedom Project Nonviolent Communication and Mindfulness Training in Prison.” SAGE Open 4.1, 2014).


Il Progetto Luoghi del Dialogo

Per raggiungere i nostri obiettivi sono previste attività intensive e laboratoriali con i detenuti e incontri specifici rivolti al personale dell’Istituto Penitenziario.

Uno degli aspetti fondamentali di questo tipo di intervento è l’acquisizione di competenze sociali (capacità di lavorare in gruppo, di risolvere conflitti, di trovare soluzioni creative ai problemi) che supportano un futuro reinserimento professionale e familiare della persona che sta scontando una pena detentiva. Inoltre, il personale dell’Istituto Penitenziario avrà maggiori strumenti, abilità di ascolto e di mediazione dei conflitti, basati sulla CNV. Questo, in una prospettiva più generale, è utile per poter prevenire il burn-out di chi lavora in ambito penitenziario.

IL NOSTRO PROGETTO PILOTA STA PER PARTIRE!!


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